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La struttura del libro

Come anticipato, questo che hai davanti agli occhi non è un manuale di istruzioni per te e la tua realtà aziendale, ma un racconto della crescita ed elasticità professionale mia e della mia Software House e del prolifico incontro con il mondo del food e dell’hotellerie.

Ho volutamente introdotto il mio lavoro a partire da una sintetica autobiografia, che si concentra esclusivamente sulla mia formazione e sulle mie scelte professionali e imprenditoriali. Personalmente, non amo quei libri di settore che dedichino troppe pagine all’auto-elogio dell’autore, non è questa la finalità del lavoro.

Ma ho voluto aprire al lettore uno spaccato della mia vita professionale, per aiutarlo ad entrare meglio e in modo più diretto nel cuore di ogni capitolo e nel senso che tutto ciò che riporto nel libro abbia realmente per il sottoscritto.

Dal Capitolo II il racconto si fa tecnico, sempre restando su uno stile volutamente narrativo, per permettere a tutti, anche a chi meno in confidenza con il linguaggio del digitale, di comprendere e percepire il valore del lavoro tramandato.

Di fatto, ho scelto di lasciar parlare le mie opere, laddove in ogni capitolo, divisi per categorie ben definite, ciascun paragrafo è dedicato alle applicazioni create specificamente per il determinato settore, al fine di risolvere i determinati problemi o rendere possibili le determinate aspettative del cliente.

Il metodo dello storytelling ci accompagna nella conoscenza di ogni situazione che ha portato me e la mia azienda a dare vita a quei software artigianali, cuciti sulle specifiche esigenze dei nostri clienti.

Ciò a voler mostrare cosa significhi realmente permettere alla tecnologia digitale di correre in supporto alle esigenze delle aziende e confezionare su misura soluzioni innovative e risolutive al 100%.

Un capitolo particolare è dedicato ad una creazione leggermente diversa, non un’applicazione per il food, non un programma per l’Ho.Re.Ca., ma un progetto ambizioso e davvero galvanizzante per il sottoscritto ed i miei collaboratori, che è rappresentato dal food magazine “Cinque Gusti” (www.cinquegusti.com). Un progetto poco più che neonato, essendo stato pubblicato da neanche due anni, ma che assurge ad essere una delle opere più promettenti e gratificanti che abbia mai creato e mantenuto!

Infine, come tutte le narrazioni canoniche, ho voluto concludere con uno sguardo al futuro, riportando le prospettive in divenire a cui già stiamo pensando: le idee e i progetti su cui la Micropedia è al lavoro e quelle che saranno opere di prossima creazione.

Condizione necessaria per lo sviluppo e la crescita della mia impresa, perché un’azienda senza visione è come un presente senza futuro, perciò un tempo morto.

E produrre opere morte non è di certo lo scopo del nostro lavoro!

Buona lettura!

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